Troppo spesso ultimamente mi chiedo il senso della vita e come questa sia cattiva con noi, tanto da distruggere ciò che ci è più caro.
Gli insegnamenti che mi sono venuti da chi mi ha cresciuta mi portano a pensare ad  un “dopo”, purtroppo non riesco proprio a  farne un pensiero mio, mi viene piuttosto di pensare al nulla.
Quel DIO che ho pregato per anni dice che la sofferenza fa parte del nostro bagaglio, ci fortifica, è una prova che dovrebbe insegnarci ancora di più a capire il suo Amore, ma tutto ciò mi allontana sempre di più.
Però mi manca.
Me lo ero immaginato nella fantasia di bambina buono, comprensivo, di aiuto nei momenti brutti della nostra vita.
Era quello che pensava anche Giulia quando alla messa della domenica sera delle sette e mezza ci scambiavamo la pace? o recitavamo il Padre Nostro con le mani alzate?
E, quel modo di farci sentire in colpa, per qualche tentazione terrena, mi sembra ora veramente assurdo.
Io sono convinta che lassù non c’è niente, e Giulia avrei voluto godermela quaggiù, senza condizioni, senza ricatti morali, senza paure di qualcosa o qualcuno che potesse muovere i fili per noi. Tanti anni a pentirsi, ma di che? A ringraziare, chi?
Mi piace pensare che cosa dice Margherita Hack: le nostre particelle dopo la morte nel ciclo della natura faranno parte di altre particelle che andranno a far nascere altra vita. Giulia mi piace di pensare che abbia dato vita ad una farfalla,  ad un fiore  o ad un albero.
E’ così che mi piace pensare.

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